Lo scopo del progetto
Il progetto raccoglie le richieste di molti padri e madri intercettati dall’Associazione che si trovano in difficoltà nella propria funzione educativa. Le istanze che l’Associazione ha raccolto, anche mettendo a frutto il dialogo e le collaborazioni in essere con i partner di progetto, convergono in un sentimento di impotenza relazionale, educativa, di collaborazione con il partner genitoriale. In maniera trasversale alle varie tipologia di coppia, sono state raccolte domande di aiuto da parte di adulti che pur alle prese con grandi difficoltà non intendono cedere alla tentazione di disinvestire sulla propria responsabilità educativa e genitoriale, che avvertono invece come decisiva per la trasmissione e il legame generazionale. E, tuttavia, a fronte di tale esplicita volontà di recuperare un protagonismo responsabile, le persone si trovano a fare i conti con oggettive difficoltà che provengono dalla ben nota complessa e variegata forma della fragilità e della vulnerabilità dei figli contemporanei (con la correlata, complessa, indecifrabile ambivalenza di richieste di aiuto concomitanti con una volontà di distanziamento) e, specularmente, da uno smarrimento dei ruoli genitoriali per lo sfumarsi stesso delle prerogative di genere vissute dagli adulti.
I partecipanti saranno interessati e coinvolti alla partecipazione mediante la promozione dell’iniziativa garantita sul territorio dai partner progettuali (Associazione Floria, Associazione Centro di Solidarietà, Associazione UpDoo, ALFID) che per il tipo di attività che li connotano sono in costante prossimità con le problematiche assunte dal progetto.
Per garantire il massimo coinvolgimento e favorire l’implicazione personale la proposta progettuale può coinvolgere un massimo di 15 persone, il cui unico requisito è di essere genitori con figli preferibilmente minorenni.












